venerdì 17 dicembre 2010

Piazza Fontana a Montevarchi il 18 dicembre

 Sabato 18 dicembre 2010, ore 16,30
Biblioteca comunale – Via dei Mille, 7 Montevarchi

Presentazione del Graphic Novel

Piazza Fontana,
di Francesco Barilli e Matteo Fenoglio,
Becco Giallo, 2010

 L’incontro fa parte della rassegna: Kina! Fumetti in biblioteca



COMUNE DI MONTEVARCHI
(Provincia di Arezzo)
Biblioteca  Comunale &
via dei Mille, 7 - 52025  Montevarchi   (Ar)
( 055 982975 Fax 0559104605
       

Ancora un appuntamento con la rassegna KINA! Fumetti in biblioteca, manifestazione della rete documentaria della Provincia di Arezzo.


Sabato 18 dicembre, alle 16,30, alla Biblioteca comunale di Montevarchi, Francesco Barilli e Matteo Fenoglio, presentano il graphic novel Piazza Fontana,  ricostruzione a fumetti della strage che il 12 dicembre del 1969, provocò alla Banca Nazionale dell’agricoltura di Milano 17 morti e decine di feriti.

A metà pomeriggio di quel fatale venerdì 12 dicembre la banca è ancora affollata per le contrattazioni del mercato agricolo. Alle 16,37, nel salone principale dell’edificio, esplode una bomba, che per provocare il maggior numero di vittime possibile è collocata al piano terra sotto il tavolo posto al centro della stanza, di fronte agli sportelli.
L’esplosione segna l’inizio della “strategia della tensione” che renderà  i successivi dieci anni, il periodo più buio  e controverso della nostra storia recente.
Come afferma Aldo Giannuli nella prefazione del libro “quella strage, quelle trame antidemocratiche, imposero alla democrazia italiana una prova da superare: saper guardare dentro se stessa e guarire dal suo male o accettare di conviverci e farsene consumare. Quella prova la democrazia italiana non ha saputo superarla . C’era un debito di verità e giustizia da assolvere, ma la Repubblica non è mai riuscita a saldarlo”.
Questo graphic novel, utilizza il linguaggio  e le suggestioni proprie del fumetto come denuncia civile misurandosi con la difficile ambizione di raccontare una storia complessa in poche decine di pagine illustrate. Il tentativo è pienamente riuscito:  il libro restituisce in maniera chiara e corretta le linee principali degli eventi di Piazza Fontana ed è un valido compendio per chi si avvicina a questa strage per la prima volta o quasi.
Siamo dunque di fronte ad un’altra inchiesta documentaria a fumetti della casa editrice “Becco Giallo”, che annovera tra gli altri suoi titoli “Ilaria Alpi: il prezzo della verità”,  “Il delitto Pasolini”,”Peppino Impastato, un giullare contro la mafia”  
 

martedì 7 dicembre 2010

Oggi: Presentazione Calendario Memoria Resistente 2011 @ Stranamore

Questa sera, alle 21.00, presentazione del Calendario Memoria Resistente 2011 al Circolo ARCI Stranamore di Pinerolo (TO), in via Bignone, 89.
A presentare l'iniziativa HAIDI GIULIANI, GIULIANO GIULIANI e il mio socio FRANCESCO BARILLI.
Qui sotto la locandina

sabato 27 novembre 2010

(Torino Film Festival) Il Popolo che manca

Domani, 28 novembre 2010, in concorso all'interno della sezione Italiana DOC del TorinoFilmFestival c'è l'anteprima di un lavoro a cui tengo molto. Intanto perchè è un film che ho quasi visto nascere (e la sua presentazione al pubblico avviene dopo quasi 5 anni dall'idea che lo ha partorito). Poi perchè affronta una tematica non originale nella maniera più originale possibile. E infine perchè mi piace tutto quello che fanno Andrea e Diego.
Senza condizioni
Qui sotto la presentazione del Film:

Il popolo che manca è un film sull’assenza fisica e spirituale della civiltà contadina. Mostra la cesura delle nostre radici, di conseguenza è anche la nostra assenza contemporanea, noi stessi siamo “popolo che manca”. Le testimonianze raccolte tra i contadini della provincia di Cuneo da Nuto Revelli negli anni 70’ del secolo passato, raccontano un mondo al confine. Uomini e donne che hanno lasciato la campagna per contribuire all’industrializzazione del nostro paese. Una memoria inconscia, lasciata latitare, cancellata per vergogna, per volontà legittima di progresso.
Persone che hanno attraversato due guerre mondiali e il boom economico, nate in un mondo contadino trasformatosi rapidamente in società industrializzata del consumo di massa.
Ora, ai discendenti di quegli stessi testimoni, mancano le prospettive. La catena dello sviluppo industriale si è inceppata, la memoria della civiltà contadina è stata rimossa.
Eppure anche i testimoni di oggi si può dire che riflettano una civiltà di confine. A distanza di mezzo secolo vivono l’insostenibilità di uno sviluppo senza limiti e cercano altre vie possibili che riescano a superare l’utilitarismo fine a se stesso di una società bulimica, senza futuro e senza passato, sospesa.
Per questo l’intreccio di vecchie e nuove testimonianze e la stratificazione temporale dei luoghi, ambiscono a tracciare una visione olistica e futuribile del contesto geografico e sociale. Il loro messaggio assume, dunque, un valore metonimico, evoca le trasformazioni globali attese dalla nostra epoca.
Le voci registrate da Revelli parlano una lingua che restituisce un nuovo respiro e può dare risposte inaspettate ai discendenti. I paesaggi sono il volto trasfigurato di quelle testimonianze, i
resti, i silenzi, le distanze svuotate. Da qui ripartiamo per contribuire a dare una nuova identità al popolo che manca, oggi, domani.

Andrea Fenoglio e Diego Mometti

proiezioni al 28° TFF

Cinema Greenwich Village – Sala 1, 28 Novembre, ore 14:30
Cinema Nazionale – Sala 1, 29 Novembre, ore 10:30
Cinema Greenwich Village – Sala 1, 03 Dicembre, ore 14:30

CGIL


Oggi sarei dovuto essere a Roma con i miei compagni di lavoro alla manifestazione nazionale della CGIL contro il Governo. Avevo già preparato lo zaino. Da quanto so sul pullman il rapporto tra bottiglie di vino e partecipanti era di 2 a 1.
Poi ieri sera mi è arrivata la febbre e non sono partito. Stanotte ho addirittura sognato che Sergio Bonelli mi telefonava per chiedermi di disegnare un numero di Nathan Never. Ma non un numero qualsiasi. Quello del prossimo mese.
Sì.
Avevo la febbre.

giovedì 25 novembre 2010

Appello sull'apertura degli archivi di Stato


Mi sembra d'obbligo segnalare questo appello che da oggi è possibile firmare e sottoscrivere.
Dopo la sentenza di primo grado con assoluzione per tutti gli imputati al Processo per la strage di Piazza della Loggia a Brescia, c'è il rischio fortissimo che in futuro, almeno per via giudiziaria, non ci siano altre occasioni per stabilire una verità sugli anni neri della Repubblica.
L'appello chiede la possibilità concreta di un reale accesso alle carte secretate.
Qui sotto il testo integrale:

Aprite gli archivi di stato, verità sulle stragi

Al Presidente della Repubblica, al Presidente del consiglio e ministri interessati, ai Presidenti di Copasir e delle Commissioni parlamentari d’inchiesta.

Un’intera stagione, quella dello stragismo che ha macchiato di sangue l’Italia, rischia di essere archiviata a seguito della recente sentenza sulla strage di Piazza della Loggia, Brescia, che ha assolto per insufficienza di prove tutti gli imputati. Un’assoluzione sulla quale ha pesato non il ricorso a segreti di Stato, bensì silenzi e reticenze di comodo, anche da parte di uomini appartenenti alle istituzioni.

Per garantire un cammino trasparente alla giustizia, anche in relazione al resto delle inchieste tuttora in corso per altri fatti di criminalità organizzata, e rendere possibile la ricerca storica su quegli anni, avvertiamo sempre di più una triplice esigenza:

chiediamo che siano aperti tutti gli archivi con una gestione che ne faciliti l’accesso a tutti i soggetti interessati, senza preclusione alcuna;

chiediamo che vengano fatte decadere tutte le classificazioni di segretezza su tutti i documenti relativi all’evento - compreso i nominativi ivi contenuti - in possesso in particolare dei servizi segreti, della polizia, dei carabinieri e della guardia di finanza, che i documenti vengano catalogati e resi pubblici senza distinguere tra documenti d’archivio e d’archivio corrente;

chiediamo che in tal senso sia data piena attuazione alla legge del 3 agosto 2007, n.124 che regola il segreto di Stato la quale prescrive che, passati al massimo trent’anni dalla data in cui è stato apposto il segreto sull’evento e sui relativi documenti o dalla data in cui sia stato opposto al magistrato che indagava, tutti i documenti che si riferiscono all’evento siano resi pubblici e consultabili. Non è più accettabile che a tutt’oggi manchino gli specifici decreti attuativi. In tal senso il Freedom of Information Act statunitense ci pare un modello a cui è possibile ispirarsi

L’ipotesi, avanzata dalla commissione Granata nel Copasir, di reiterare il segreto di stato dopo trent’anni è inaccettabile.

Chiediamo alle nostre istituzioni di attivarsi il più decisamente possibile affinché gli Stati che sono oggetto di richieste di rogatorie internazionali collaborino fattivamente e rapidamente.

Occorre garantire alla verità e alla giustizia il giusto corso, non dobbiamo consegnare le generazioni che si sono succedute da allora ad oggi alla rassegnazione e all’avvilimento.

Auspichiamo una volontà politica reale volta all’accertamento di tutti i fatti criminali che hanno sconvolto la storia d’Italia.

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Qui il link per sottoscrivere l'appello.

mercoledì 24 novembre 2010

BeccoGiallo Book Party 25/11/2010

Per tutte le info andate qui, sul blog di Andrea!

lunedì 8 novembre 2010

Inaugurazione Belleville Comics Sabato 13 Novembre!

Sabato pomeriggio sarò a Torino a festeggiare l'inaugurazione della fumetteria di Lucia e Alessio.
Ci sarà anche uno spazio dediche per Piazza Fontana.
Tutti presenti, mi raccomando!

giovedì 4 novembre 2010

Calendario MEMORIA RESISTENTE 2011


Segnalo qui l'imminente uscita di un calendario a cui ho partecipato in veste di illustratore.
E' un calendario un po' speciale. Non troverete tette e culi, nè divi, nè divine.
Troverete invece una lunga lista di nomi e fatti legati alla storia del nostro paese. E vi stupirete della lunghezza di questa lista, ma anche degli episodi amari e incresciosi che vi sono raccontati. Vi meraviglierete (anche i più consapevoli e preparati) delle decine di fatti che la memoria collettiva ha coscienziosamente rimosso.
Il calendario, come ben spiegato qua sotto, è un'iniziativa fortemente voluta da Heidi Giuliani e Francesco Barilli, tramite il Comitato Piazza Carlo Giuliani e Reti-invisibili. Giorno dopo giorno, mese dopo mese, le date della nostra storia più recente sono costellate da un denso elenco di fatti di sangue. Per ogni mese un disegnatore si è preso carico di raccontarne uno.
Io ho illustrato il mese di Maggio con il disegno che vedete su in alto (è Ivan Della Mea che canta una strofa di Ringhera, una canzone sulla strage di Brescia del 28 maggio 1974).

Il calendario ha due finalità:
- Ricordarsi ogni giorno di che pasta è fatto il paese in cui viviamo.
- Sostenere il Comitato Piazza Carlo Giuliani.
Mi sembrano due ottimi motivi (anche dato il prezzo politico) per portarselo a casa.

Questo l'elenco completo dei disegnatori:

Gennaio: Christian Mirra
Febbraio: Lorenzo Ragno Celli
Marzo: Maurizio Ribichini
Aprile: Claudio Stassi
Maggio: Matteo Fenoglio
Giugno: Gianluca Romano
Luglio: Manuel De Carli
Agosto: Sylvie Bello
Settembre: Alessio Spataro
Ottobre: Toni Bruno
Novembre: Marco Paci
Dicembre: Cristina Spanò

E questa invece la copertina del calendario (sotto tutte le info e i dati necessari per acquistarlo).


Da Portella della Ginestra a Stefano Cucchi: un lungo elenco di nomi e luoghi segna, con la sua drammatica scia di sangue, la storia dell’Italia repubblicana. Con il calendario Memoria Resistente 2011 il Comitato Piazza Carlo Giuliani e Reti-invisibili propongono quell’elenco in un calendario, ricorrendo ad una forma artistica solo apparentemente “minore”, ma che si è già rivelata in molte occasioni efficace e di grande valore suggestivo ed evocativo: il fumetto. In Memoria Resistente 2011 troverete vittime delle stragi, dello squadrismo neofascista, di una gestione dell’ordine pubblico finalizzata alla repressione del dissenso, delle carceri e molti altri… in una lista lunga, purtroppo persino più lunga di quanto troverete nelle sue pagine, dove i testi sono una sintesi estrema, quasi brutale, di fatti molto più complessi.
Il calendario Memoria Resistente 2011 è in distribuzione on line. Chi fosse interessato è pregato di scrivere a
piazzacarlogiuliani@tiscali.it oppure a info@reti-invisibili.net. Il costo è pari a 8 euro più le spese di spedizione.
Spese di spedizione gratis per domande superiori a 5 copie.
Per il pagamento:
 Agenzia UNIPOL Banca - via De Marini 15, 16149 Genova
C/C 2007

ABI 03127
CAB 01403
IBAN IT53W0312701403000000002007
Il ricavato del Calendario, dedotte le spese, andrà al Comitato Piazza Carlo Giuliani e sarà utilizzato per iniziativedi solidarietà e memoria.

martedì 2 novembre 2010

Quest'anno a Lucca...

... è stata quasi una toccata e fuga. Fuga per la pioggia che rendeva i capannoni degli stand più affollati del solito. Toccata perchè in realtà questo è stato: due mezze giornate scarse. Forse mi ero fatto altre (e troppe) aspettative...
Poi in realtà il vero motivo per cui ci vado ogni anno è quello di incontrare amici e persone che vedo di rado e scambiare quattro chiacchiere davanti a una birra. Così è stato (alcuni senza birra) con Massimo Semerano, Luana Vergari, Claudio Calia, Luca Vanzella, Luca Genovese, Lorenzo Sartori, Salvo D'Agostino, Alex Tirana, Simone Lucciola, Rocco Lombardi e Giulia Sagramola con Cristina Spanò (a cui faccio i complimenti per la loro riuscitissima prima uscita con Teiera). Nonchè con il mio carissimo socio (che anche lui vedo di rado) Francesco Barilli.
Poi mi ha fatto davvero piacere fare quattro chiacchiere con Andrea Vivaldo allo stand di BeccoGiallo. Ogni tanto la vicinanza geografica non basta a far sì che le persone si incontrino più facilmente. Così con Andrea ci siamo riproposti di farlo.
Ora faccio una cosa molto nerd e vado ad elencare i libri che ho preso:

1) Cerebus di Dave Sim (Black Velvet)



















Ho voglia di leggere un fumetto con un mucchio di pagine. Tutti ne parlano bene. e aspettative sono alte.

2) Il brigante Grossi e la sua miserabile banda di Michele Petrucci (Tunuè)

L'ho letto e mi ha davvero colpito molto. Forse per il suo spirito di ricerca (che mi ha riportato alla memoria due vecchi libri di Hobsbawm letti anni fa: I ribelli. Forme primitive di rivolta sociale e I banditi. Il banditismo sociale nell'età moderna), forse per quella sua "attitudine" tutta local, con la quale Petrucci affronta partendo dalla "sua terra" una questione geograficamente e storicamente molto più grande. E poi è colorato in maniera originalissima e coraggiosa.

3) LO-FI di Simone Lucciola (GRRRzetic)


E' bella questa cosa di raccogliere tutto quello di Sim che ha a che fare con la musica. A partire dalla sua esperienza con i Gioventù Bruciata, per arrivare alle locandine fatte per i concerti della scena punk formiana. E' una mega-fanzine anarco-punk di 100 pagine. Mi piace.

4) Grotesque (cofanetto) di Sergio Ponchione (Coconino)



Non l'ho mai letto e questa bellissima confezione a cofanetto con bonus extra mi sembrava un buon inizio.

5) Moby Prince di Andrea Vivaldo (BeccoGiallo)


Dopo avere disegnato Piazza Fontana rimango davvero sempre molto curioso su come si possano affrontare argomenti simili. Ne ho parlato a Lucca con Andrea e ci siamo confrontati su alcuni aspetti tecnici. Andrea ha tirato fuori un fumetto di 150 pagine che già a sfogliarlo dà l'idea di non essere una lettura di mezz'ora. Flo ha iniziato a leggelo nel viaggio di ritorno e, mentre io guidavo sotto il diluvio universale, mi aggiornava su quello che succedeva nel libro. Siamo andati avanti un bel po' a botte di domande risposte. Mi ha incuriosito (a primo acchito nella scansione delle vignette). E poi, gliel'ho detto ad Andrea. Ha una gran bella copertina d'impatto.

 6) Summer Blonde di Adrian Tomine (Coconino)

Lo so. E' uscito una vita fa. Ma ultimamente ho ripreso in mano Sonnambulo e penso sia un caposaldo della short-story (mi è piaciuto molto più di Una lieve imperfezione, che non ho trovato riuscitissimo). Voglio leggerlo.

7) Gino l'accendino contro tutti di Alex Tirana


Non sono riuscito ad andare a mangiare una pasta aglio e olio a casa sua. E neanche a dargli un passaggio a casa. Di lui mi è rimasto Gino contro tutti. E non è poco!

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martedì 26 ottobre 2010

Foto di gruppo

Questa è la copertina di Foto di Gruppo, l'antologia che l'etichetta Teiera presenterà al prossimo Salone del fumetto di Lucca, dal 29 ottobre al 1 novembre 2010. E' un progetto che definirei "situazionista". I 34 autori sono partiti da una foto degli anni 60, questa:
Ogni bamboccio (compresi i preti) è stato associato a un disegnatore, che in assoluta libertà ne ha immaginato la storia.
Il mio bamboccio è il numero 10.
Nel loro blog Giulia Sagramola e Cristina Spanò, che sono l'anima di Teiera, dicono che la foto è di uno dei loro genitori. Data la storia che ho scritto mi auguro che non sia il numero 10, il ragazzetto qua sotto...
Ah... La prefazione è di Luca Vanzella!

sabato 23 ottobre 2010

Teiera

Questa è invece la prima pagina di un racconto fatto per Teiera.
Sarà contenuto all'interno di un'antologia che verrà presentata a Lucca la prossima settimana.

giovedì 21 ottobre 2010

Follia per Mamma!

Una vignetta mia tratta da una storiella di due pagine pubblicata sull'ultimo numero di Mamma!, interamente dedicato alla follia, in tutte le sue declinazioni. Per info andate qui.

mercoledì 6 ottobre 2010

Ricordo di Franca Dendena

Purtroppo Francesca non l'ho conosciuta. Non ho fatto in tempo.
Ma ho letto le sue parole. L'ho incontrata nei racconti degli amici.
E l'ho anche disegnata in più sequenze del fumetto su Piazza Fontana.
Francesca è mancata questa mattina.
Per l'impegno, l'intelligenza e la costanza il suo sarà un testimone duro da raccogliere.
Mando un abbraccio forte ai suoi familiari.

Qui sotto riporto un pezzo tratto dal blog di Francesco:
E’ morta questa mattina Francesca Dendena, storica rappresentante dell’associazione vittime della strage di Piazza Fontana. Aveva perso il padre, Pietro, nella “madre di tutte le stragi”, snodo cruciale della strategia della tensione. Il 12 dicembre 69 Francesca era un’adolescente, ma da allora e per i quarant’anni successivi si è distinta per lucidità e determinazione nella battaglia di verità e giustizia.
L’avevo incontrata nel marzo 2009, a casa sua. Era già ammalata, ma combattiva come sempre. “Devo partire da un aneddoto di quarant’anni fa, quando andammo a recuperare la macchina di mio padre. Già allora incontrammo alcuni giornalisti e a me – forse per esuberanza giovanile – venne spontaneo dire: mai più… Una cosa del genere non dovrà più succedere. E io, dicevo a me stessa, avrei dovuto impegnarmi affinché un’esperienza così terribile non dovesse capitare ad altri”.
Quel giorno dovevo intervistarla per il libro che stavo curando con Matteo Fenoglio sulla strage, che sarebbe uscito pochi mesi dopo (“Piazza Fontana”, ed. BeccoGiallo). Le avevo fatto leggere la prima bozza della sceneggiatura, e nel fumetto aveva notato una citazione dell’intervista che mi aveva concesso nel 2005, a pochi giorni dalla sentenza “tombale” della Cassazione (un verdetto che, pur riconoscendo le responsabilità della destra eversiva, aveva mandato assolti gli imputati). Proprio la vicinanza temporale a quella sentenza aveva portato Franca a parole amare: “Se penso a questo, al dolore dei parenti delle vittime, a tutte le battaglie fatte per avere giustizia, viene spontaneo dire: hanno vinto loro, quelli che hanno voluto le stragi…”. Nel marzo 2009, rileggendo quelle parole, aveva commentato: “dovevo essere proprio demoralizzata, in quel periodo!”.
Entrambi gli aneddoti possono far capire il temperamento e il livello di impegno civile di Franca. Quella battaglia di verità e giustizia, per lei, trascendeva il livello personale e la sentiva un dovere civile. Inoltre, considerava quello sfogo amaro non del tutto veritiero: “noi non ci siamo mai fermati. Ed abbiamo continuato a chiedere risposte, anche e soprattutto a quelle istituzioni da cui ci sentivamo delusi. … Credo che se certi risultati li abbiamo ottenuti lo dobbiamo proprio alla caparbietà di chi non si è mai arreso, anche continuando a chiedere risposte alle istituzioni. Risultati incompleti, certo, ma da non sottovalutare. … Recentemente ci siamo costituiti formalmente anche in un’associazione nostra: ‘Piazza Fontana 12 dicembre 1969. Centro studi e iniziative sulle stragi politiche degli anni ‘70’. Abbiamo deciso che dopo la sentenza questo sarà il nostro compito: continuare a raccontare la storia del 12 dicembre, innanzitutto nelle scuole… Tutto questo per far sì che nulla di questa vicenda venga distorto, per far sì che non ci sia più nessuno che dimentichi che questo è stato un Paese dove le stragi di cittadini innocenti sono state un mezzo usato per indirizzare la politica. Abbiamo deciso di farlo solo ora, e può sembrare strano, a quarant’anni dai fatti. In realtà abbiamo pensato che questo può essere lo strumento più adatto per proseguire nel nostro compito, che è anche una sorta di passaggio del testimone della memoria alle prossime generazioni”.

Mi piace chiudere questo ricordo proprio con quella sua frase sul “passaggio del testimone”, ancora più significativa oggi, dopo la scomparsa di Franca.
Le rivolgo un ultimo saluto, consapevole che la sua battaglia deve continuare proprio perché interesse di tutti. Il migliore messaggio ai suoi familiari (e a tutti i componenti dell’associazione) oltre a un affettuoso abbraccio è assicurare che da parte nostra non resteranno soli in quell’impegno.

Francesco “baro” Barilli

sabato 2 ottobre 2010

Treviso e ritorno


E' un po' di tempo che questo blog non scorre...
Dunque!
Quest'anno avevo dei buoni motivi per andare a Treviso.
Intanto era il secondo anno che Alpo mi ci invitava.
Poi sapevo che avrei rivisto un po' di amici.
E infine ero (con sorpresa) in nomination per il premio Boscarato nella categoria "Autore rivelazione dell'anno" per Piazza Fontana.
Mi avevano tutti parlato bene del Treviso Comic Book Festival. Mi avevano anche detto che era una cosa piccolina, con una lunga tradizione ma anche con un recente cambio gestionale (e generazionale?) ancora tutto in divenire.
E' vero, probabilmente è un festival in divenire. Ma, date le premesse, non penso sia troppo difficile azzardare un ulteriore salto di qualità nelle prossime edizioni.
Ci ho riflettuto su. Se fossi stato un semplice appassionato, un semplice visitatore, probabilmente mi sarei divertito lo stesso. E' il primo festival di fumetti dove vedo che alle feste e agli incontri non ci sono solo gli autori e gli editori, ma un sacco di gente "comune". E questo è un merito degli organizzatori, che sono stati in grado di tirar su un'atmosfera molto intima e amichevole. Ma anche di creare quella piccola aspettativa che si verifica quando gli eventi vengono ben confezionati e pubblicizzati.
Poi le mostre erano buone. Idem gli incontri (almeno i due a cui ho partecipato).
Mi ha fatto piacere conoscere Marina Girardi e Francesca Follini, che erano con me nella lista delle nomination e che conoscevo solo per i loro lavori. Un abbraccio a entrambe.
Ho rivisto volentieri Rocco Lombardi che, nonostante la distanza geografica, è forse l'amico che ho incrociato più spesso negli ultimi mesi. Un abbraccio anche a te Rocco.
Sono contento di avere fatto anche questa volta due chiacchiere con Michele Ginevra del CFAPaz. A lui, e alle conversazioni fatte con lui, va la mia gratitudine. Michele è uno dei pochi in grado di contestualizzare la pratica del fumetto nella vita quotidiana (e per quotidiano non intendo la routine, ma ltutto quel che è inerente al politico e al sociale).
E poi Alpo, Luca Vanzella e Luca Genovese, Giulia Sagramola e Eleonora Antonioni, Lise e Talami, Emile Bravo, Gianluca Maconi.
A tutti voi un abbraccio forte.
Poi alla fine il Premio Boscarato l'ho vinto e lasciatemelo dedicare a Baro, che del resto è anche un po' suo.
Qui le foto della premiazione e qui i premiati.
Viva!

giovedì 27 maggio 2010

Piazza della Loggia su l'Unità

Oggi su l'Unità è uscito un fumetto mio e di Francesco. E' una tavola pensata per il giorno della memoria sulle vittime del terrorismo, ma inquadrata nell'anniversario di Piazza della Loggia e della morte di Walter Tobagi, il 28 maggio.
E' da alcuni mesi che con Francesco seguiamo le udienze del processo tuttora in corso. Stiamo seriamente pensando di farci un fumetto, un po' per chiudere l'esperienza di Piazza Fontana, un po' perchè ci siamo vivamente e umanamente appassionati alla vicenda. Sarà una cosa diversa dal fumetto precedente, più ampia, più personale, forse più riflessiva. Ma è ancora presto per parlarne.
La tavola qui sopra è quella apparsa oggi sul quotidiano (cliccateci sopra per ingrandirla).
Sul sito dell'Unità potete leggere l'articolo correlato che abbiamo scritto con Francesco. Lo trovate qui.
Una sola precisazione. A differenza di quanto scritto sui redazionali la tavola in questione non è la prima pagina del futuro fumetto, ma una cosa pensata ad hoc per l'occasione.
E' una tavola forse imperfetta, a causa dell'inesperienza sul grande formato e su una gabbia ipotetica di riferimento. Spero comunque che, pur con i suoi difetti, vi piaccia e riesca a suscitare qualche piccola riflessione. Volutamente ci siamo tenuti su un profilo evocativo e non sulle specifiche del processo, impossibile da sintetizzare in una pagina di fumetto.
Ditemi/ci cosa ne pensate.
Ne approfitto per ringraziare la redazione dell'Unità e Guido Ostanel e Federico Zaghis di BeccoGiallo per l'impegno profuso nella sua realizzazione.
Un abbraccio a tutti.

lunedì 19 aprile 2010

Memoria e Verità

Mercoledì' 21 aprile io e Francesco saremo a Como, con Piero Scaramucci, Claudia Pinelli e Carlo Arnoldi a presentare "Piazza Fontana" e "Una storia quasi soltanto mia". Per informazioni cliccate sulla locandina qui sotto.

mercoledì 14 aprile 2010

Guida Illustrata al Frastuono più Atroce vol. 2


E' finalmente uscito il secondo volume della Guida Illustrata al Frastuono più Atroce dei fantastici ragazzi di Lamette: 35 disegnatore interpretano 35 gruppi e/o musicisti. Il primo era una figata e il secondo, a quanto ho visto dalle anteprime, sembrerebbe anche meglio. Dentro c'è anche un mio fumetto sugli X di John Doe e Exene Cervenka.
Qui tutti i dettagli.
Un abbraccio a Rocco e Simone.

martedì 30 marzo 2010

Un Fascio di Bombe

Segnalo con piacere l'uscita di un lavoro importante e, in qualche maniera, collegato alla mia recente esperienza su Piazza Fontana.
Un Fascio di Bombe è un fumetto edito originariamente nel 1975 e distribuito gratuitamente in 600'000 copie durante la competizione elettorale da "un partito socialista italiano ancora lontano dagli scandali che ne avrebbero decretato la fine vent'anni dopo" (così si legge nel frontespizio). Gli autori sono i giovani Castelli, Gomboli e Manara e il racconto è incentrato sulla strategia della tensione, e in particolare sui fatti del 12 dicembre '69. Lo sguardo è quello della controinformazione, lo spirito affine al movimento nato attorno a "La strage di Stato".
Un Fascio di Bombe non è solo importante come fumetto in sè, ma soprattutto perchè è la viva testimonianza di come il mezzo venisse già utilizzato in quegli anni come strumento di denuncia e battaglia politica.
La sua importanza risiede più nel valore documentario (scritto a caldo nel bel mezzo degli anni Settanta e in piena "strategia della tensione": l'Italicus è del '74), che nello sviluppo grafico e narrativo. E del resto le informazioni in esso contenute, pur essendo di molto anteriori all'ultimo processo conclusosi nel 2005, non sono state alterate dalla realtà dei fatti, nè dai successivi esiti investigativi.
Consigliato a chi vuole immergersi nella realtà di quegli anni..

Un Fascio di Bombe
Q Press
9,90 Euro

lunedì 22 marzo 2010

Le città del fumetto: Piazza Fontana in mostra a Milano

Dal 26 al 28 marzo presso la Fiera di Milano, nella cornice di Cartoomics, verrà allestita la mostra "Le città del Fumetto", a cura della Fondazione Franco Fossati.
Al suo interno una decina di tavole originali di Piazza Fontana.
Qui la presentazione della mostra.
Qui l'articolo di Alessandro Trevisani sulle pagine milanesi del Corriere della Sera.

lunedì 1 marzo 2010

Ancora su Piazza Fontana...

Il buon Michele Ginevra ha scritto un'interessante pezzo su Piazza Fontana all'interno del suo blog. Lo trovate qui.
Qui di seguito alcune riflessioni suggeritemi dal suo articolo.

Caro Michele,
Sono felicemente sorpreso dalla lettura delle tue considerazioni sul nostro lavoro. Tanto per il “parere autorevole” che ti compete, quanto per l’affetto e la riconoscenza che ho nei tuoi confronti.
Queste tue riflessioni nascono in un contesto “altro” rispetto alle pur piacevoli e gratificanti recensioni che Piazza Fontana ha ricevuto sulla stampa generalista. Del resto, quand’anche se n’è parlato sulla stampa di settore, nessuno ha mai toccato in maniera analitica alcuni nervi scoperti di operazioni di questo tipo.
Ritengo necessario approfondire la questione, non tanto per parare gli eventuali colpi e le legittime critiche, quanto perché le cose che dici sono un’innegabile conseguenza di un dibattito sotterraneo che coinvolge autori, disegnatori e addetti al settore da un po’ di anni a questa parte. Non voglio qui dilungarmi sulla annosa questione graphic novel/graphic journalism, ma penso sia utile fare alcune precisazioni atte a comprendere il terreno su cui ci stiamo muovendo.
Alcuni mesi fa, poco prima che il libro venisse pubblicato, Francesco ha divulgato alcune immagini tratte dal fumetto sul forum di Comicus. Per farla breve ne è nata una vivace polemica incentrata, più che sul nostro lavoro, sulla linea editoriale della casa editrice.
La critica mossa ai tipi di BeccoGiallo verteva essenzialmente sull’assunto che i loro autori non fossero pienamente e personalmente coinvolti nelle spinose tematiche trattate dai libri in catalogo e che quindi la qualità dei singoli prodotti fosse altalenante. Contemporaneamente si poneva la questione della scelta editoriale delle tematiche trattate.
A chiarimento riporto un commento (peraltro divertente) di Roberto Recchioni:
Per me, di certe faccende, ne devi scrivere se te le senti addosso, se hai qualcosa da dire a riguardo. Se invece le devi scrivere perché è l'editore che ti chiede un libro su una determinata strage che ancora manca al catalogo, la cosa mi lascia perplesso.
E ancora, parlando dell’editore:
Per ora ho solo una domanda: quando finiranno le stragi, gli attentati e gli omicidi a cosa si dedicheranno?
Come dite? Siamo in Italia e hanno materiale per i prossimi vent'anni? Sì, è vero. Scusate.
Parlando a titolo personale, come ha già fatto Francesco sulle stesse pagine del forum, ritengo che parte dei dubbi espressi sull’esito di tali operazioni sia plausibile.
Bisogna però fare una considerazione. Se da un lato non mi vergogno a dire che alcuni titoli in catalogo sono fondamentalmente irrisolti su un piano strettamente narrativo (e con questo ci metto dentro anche quel coinvolgimento personale di cui sopra), dall’altro è indubbio che sul versante strettamente editoriale tale operazione stia pagando in risultati commerciali e di attenzione da parte della stampa. Il punto della questione sta a parer mio non tanto nel disquisire su presunte speculazioni da parte dell’editore, quanto nella creazione di una strada percorribile per chi ha l’esigenza di confrontarsi con tali argomenti.
La prima difficoltà riscontrata da me e Francesco è stata proprio la mancanza di punti di riferimento precisi da condividere come base di partenza del nostro lavoro. Qualcuno potrebbe obiettare che di maestri nazionali e internazionali, da seguire sulle orme del “giornalismo grafico”, ce ne sono a decine. Questo è vero. Ma è altrettanto innegabile che è perlomeno fuorviante parlare di graphic journalism verso una linea editoriale che privilegia il taglio documentaristico o la ricostruzione storica, piuttosto che il reportage.
Per trovare nel panorama nostrano esperimenti simili è necessario andare a ritroso negli anni facendo un preciso riferimento ai settimanali a fumetti per ragazzi, la cui impronta è collocabile, senza nulla togliere alla validità e all’efficacia dei risultati espressi, nell’ambito didattico. A me pare invece, ma posso anche sbagliarmi, che BeccoGiallo non abbia questa aspirazione. Piuttosto il tentativo di espandere sotto altre forme e altri media l’attenzione del pubblico verso tematiche commercialmente e culturalmente appetibili, e in questo non ci vedo nulla di male. Poco a che vedere però con il vero e proprio “giornalismo a fumetti”, di cui anche il nostro libro non ha velleità di far parte.
In quest’ottica Piazza Fontana è stata una scommessa. E come scommessa era gravata da enormi punti interrogativi sulle nostre teste.
È vero, siamo esordienti, o quasi. Ma bisognerebbe chiedersi come mai i grandi nomi non si confrontino con questo tipo di realtà editoriale (e qui non mi limito alla casa editrice, ma al tipo di tematiche trattate). Io non penso sia una questione di mancato interesse, quanto una sorta di prevenzione a quella che definirei “autorialità limitata”. In poche parole essere costretti in una gabbia che non lascia troppi margini all’iniziativa personale. Spero vivamente che il reportage dalla Germania di Davide Toffolo segni un’inversione di tendenza.
Piazza Fontana è stata una scommessa, ma anche, scusate il gioco di parole, una commessa.
Eppure, ritornando al discorso di una presunta autorialità, né io né Francesco abbiamo mai pensato allo sbocco editoriale come a una semplice “marchetta”. L’impegno a dare il massimo delle nostre capacità/possibilità (sebbene all’interno di tempistiche “ristrette”), indipendentemente dagli esiti, penso ci sia stato ampiamente riconosciuto. La “commissione” non toglie che il progetto messo in campo sia frutto di un coinvolgimento pratico ed emotivo non indifferente. Avremmo, per convenienza, opportunità o per semplice distanza dagli argomenti proposti, potuto tranquillamente declinare l’offerta.
Così non è stato.
In primis perché eravamo (e ci siamo in corso d’opera) appassionati alla vicenda. In secondo luogo perché, ingenuamente o ambiziosamente, pensavamo di dare con il nostro fumetto un piccolo contributo a questa discussione. Gli esiti commerciali, per diversi motivi che non sto qui ad elencare, sembrerebbero averci dato ragione: una prima edizione nell’ottobre 2009 e due ristampe nel solo 2010 paiono un buon risultato.
Ma questo di per sé non basta a rispondere ad alcuni quesiti che emergono dalla tua riflessione, Michele.
Hai ragione quando dici che “nel documentare e rievocare, nel ritrarre e denunciare, gli autori perdono l'occasione di dare una lettura veramente personale, veramente artistica e autenticamente letteraria dell'accaduto”.
È sicuramente un limite del nostro lavoro e ne siamo consci. L’avevamo messo consapevolmente in conto.
Devo confessare che l’idea di dare una lettura personale dei fatti ci è più volte balzata in testa e solo i preziosi consigli degli amici e la ferma adesione a quel che ci veniva richiesto ci hanno fatto cambiare opinione. Ma di tutto questo non sono pentito. Ritengo che il lavoro non ne abbia perso in onestà.
Abbiamo però provato a dare un valore aggiunto alla nuda e cruda narrazione dei fatti.
Lo abbiamo fatto provando a fotografare la Milano di oggi nelle sue architetture immobili, così come la campagna “svuotata”, simbolo e metafora di un cambiamento sociale, ma anche delle vite troncate dall’esplosione.
Lo abbiamo fatto accompagnando i brani di Patmos alle immagini del boom economico e nelle interviste che Francesco ha curato e dosato con tutta la sua passione civile.
Ma tutto questo, hai ragione, non basta a sognare in grande, a costruire paesaggi narrativi di spessore, a disegnare una realtà storica e/o storicizzata in tutta la sua profondità.
È necessario alzare il tiro, essere più ambiziosi. Imparare ad esserlo.
Così non sono del tutto convinto che ci sia un limite congenito del fumetto italiano. Sta tutto nello stabilire delle basi credibili, delle fondamenta solide.
Ma per farlo bisogna lanciare una sfida e qualcuno deve essere intenzionato a raccoglierla.
Di certo io e Francesco non staremo in panchina.
Un abbraccio fraterno,
Matteo

venerdì 26 febbraio 2010

Bilbolbul


BilBOlbul. Festival Internazionale di fumetto

IV edizione

Bologna 4-7 marzo 2010

a cura di Hamelin Associazione Culturale

Bilbolbul. Festival internazionale di fumetto ritorna con la quarta edizione: dal 4 al 7 marzo 2010 a Bologna.

Al centro del Festival gli autori e il dialogo tra fumetto e le altre arti. Protagonisti della scena i numerosi autori nazionali e internazionali presenti al Festival con le loro opere, molte delle quali inedite in Italia. Punto di forza di BilBOlbul è riscoprire e approfondire attraverso una grande mostra e degli incontri tematici, l’opera di un maestro del fumetto contemporaneo, non ancora celebrato come merita, per le innovazioni linguistiche e la forza espressiva: la mostra antologica quest’anno è dedicata all’opera del francese David B., grande narratore e innovatore del fumetto d’Oltralpe.

Come già nelle scorse edizioni, il Festival presenterà ai visitatori un circuito di mostre allestite in musei, gallerie d’arte, circoli culturali, librerie, che prevedono il supporto e la collaborazione di realtà locali e internazionali in una sinergia di varie proposte di qualità, mentre fulcro del Festival sarà Piazza Coperta di SalaBorsa, dove sarà possibile incontrare gli artisti ospiti.

sabato 6 alle ore 16:00
Dedicaces di:

Massimo Giacon
Tuono Pettinato
Gipi
Marco Nizzoli
Claudio Calia

Matteo Fenoglio

Maggiori informazioni qui

martedì 9 febbraio 2010

Presentazione a Padova il 13-02-2009



Riporto dal Blog del circolo La Mela di Newton di Padova:

Sabato 13 febbraio, alle ore 21.30, presso il circolo “La Mela di Newton” in via della Paglia n. 2 in zona Specola, a Padova, lo sceneggiatore e mediattivista nato a Selvazzano Dentro e lombardo d’adozione Francesco Barilli e il disegnatore piemontese Matteo Fenoglio presentano, per la prima volta in una città del veneto, “Piazza Fontana” (pubblicato dalla padovana BeccoGiallo nello scorso dicembre e ora in ristampa), libro a fumetti a metà strada tra l’inchiesta giornalistica e il documentario d’autore, che a quarant’anni di distanza ricostruisce in maniera approfondita le vicende legate alla strage avvenuta alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di Milano il 12 dicembre 1969, con la prefazione del giornalista Aldo Giannuli, già consulente della Procura milanese per i fatti della strage, e la supervisione legale di Federico Sinicato, avvocato di parte civile per i Parenti delle Vittime del 12 dicembre.

Per la speciale occasione, parteciperanno alla serata l’attore padovano Filippo Tognazzo, da tempo testimone attivo di teatro di impegno civile (suo “I vulnerabili”, spettacolo dedicato alla sicurezza sulle strade), e il musicista Sergio Marchesini, poliedrico fisarmonicista della Piccola Bottega Baltazar, che offriranno ai presenti l’estratto “Frammento n. 5″, un intervento inedito di musica e parole dedicato ai fatti e alle vittime di Piazza Fontana tratto dal più ampio progetto itinerante “Frammenti d’Italia”. L’ingresso è gratuito.

sabato 23 gennaio 2010

Fumo di China


Un grazie a Loris Cantarelli per la bella recensione apparsa su Fumo di China di Gennaio. Cliccateci sopra per ingrandirla.

sabato 16 gennaio 2010

Piazza Fontana: Prima Ristampa

Con qualche disguido dovuto al maltempo del mese scorso e alle vacanze natalizie, Piazza Fontana è ritornato nelle librerie. E ci è tornato con una ristampa. Ne approfitto per ringraziare tutti coloro che in questi due mesi e mezzo ci hanno dato la loro fiducia.
Grazie davvero.
Matteo

sabato 9 gennaio 2010

"Come mi batte forte il tuo cuore" di Benedetta Tobagi


Riporto qui la bella e condivisa recensione fatta dal carissimo Francesco al libro di Benedetta Tobagi "Come mi batte forte il tuo cuore", Einaudi, 2009.

Mi sono avvicinato al libro di Benedetta Tobagi (“Come mi batte forte il tuo cuore”, Einaudi, 19,00 euro) con sentimenti contrastanti, convinto – essenzialmente per due fattori – che l’avrei potuto commentare con difficoltà. In primo luogo, pensavo di trovare in questo lavoro pregi e difetti analoghi a quelli che riscontrai in “Spingendo la notte più in là” di Mario Calabresi. Un libro sicuramente valido, come racconto sul dolore personale e sull’elaborazione del lutto, di minor valore se assunto come ricostruzione di una parte della storia d’Italia (per di più filtrata dalla soggettività del figlio del Commissario ucciso nel maggio 1972): un lavoro dignitoso, che si confronta con i limiti di una rappresentazione parziale, valida nella misura in cui quei limiti li ammette con franchezza. In secondo luogo, proprio Benedetta, su Repubblica, aveva recensito con parole lusinghiere il mio “Piazza Fontana”. Temevo che questo senso di gratitudine, unito al piacere di aver conosciuto direttamente l’autrice proprio nell’anniversario della “madre di tutte le stragi”, potesse minare la mia obbiettività e depotenziare eventuali critiche.
La lettura del libro ha fatto piazza pulita di questi dubbi. Innanzitutto, Benedetta non è “solo” la figlia di Walter Tobagi (giornalista del Corriere della Sera ucciso il 28 maggio 1980 da uno di quei gruppi del terrorismo di sinistra che agivano in una sorta di competizione con le più “famose” Brigate Rosse), ma una scrittrice molto abile, che riesce a mixare nel suo libro partecipazione umana e lucidità di analisi. In un certo senso è fuorviante un passaggio della quarta di copertina, dove il libro viene descritto come “tenero e terribile”: una definizione efficace ma calzante solo in parte. Nel racconto, è vero, c’è tenerezza, tutta la tenerezza di una figlia che ha potuto conoscere e amare il padre solo nel rimpianto del vissuto che le è stato strappato, ma questo sentimento è solo la cornice di un quadro in cui si trovano analisi spietate e ben documentate: sulla scalata piduista al gruppo Rizzoli, sulla degenerazione della politica e di un giornalismo servile (duramente combattuto dal padre), sui “giochi di palazzo” all’interno del Corriere della Sera, diventato una sorta di territorio di conquista all’interno di una partita giocata sul controllo dell’informazione. L’unica analisi di Benedetta che non mi sento di condividere, pur rispettandola e trovandola ben argomentata, è quella sugli anni ’70. La barbara e criminale uccisione del padre sembra trasfigurare quel ciclo, agli occhi dell’autrice, in un magma di follia e violenza, cancellando, o almeno sottovalutando, quanto di positivo ci fu in un periodo che fu contrassegnato anche da lotte e conquiste sociali, da un bisogno di partecipazione collettiva che – depurato dalle derive criminali – sarebbe utile ricordare proprio oggi, di fronte al vuoto intellettuale che sembra avvolgere gli ultimi anni. Un limite (meglio: una divergenza di opinioni rispetto alle mie convinzioni) che sarebbe riduttivo e banalizzante affrontare in questa sede: più opportuno sarebbe un incontro in cui queste due visioni, invece di contrapporsi, probabilmente si arricchirebbero vicendevolmente. E comunque, se pure si trattasse di un limite, nulla toglie a un libro che, fin dal bellissimo titolo (ripreso da una lirica di Wislava Szymborska), avvolge e trascina in un abisso in cui il lettore troverà, accanto a toccanti ricordi personali, la critica alle due degenerazioni della vita pubblica italiana degli anni ’70: quella in doppiopetto di politicanti assetati di potere e quella sanguinosa dei terroristi; due degenerazioni che Walter Tobagi cercò di indagare con lo sguardo critico e curioso del vero giornalista. Un abisso da cui il lettore riemergerà senza fiato, proprio mentre Benedetta lo sorprenderà uscendone con la forza e la dignità che ottiene dall’aver definitivamente consacrato una memoria che sta a noi tutti non disperdere.

Francesco “baro” Barilli

martedì 5 gennaio 2010

Nessuno è Stato


Piazza Fontana Nessuno è Stato è il bel libro scritto da Fortunato Zinni, impiegato della Banca Nazionale dell'Agricoltura di Milano, ora sindaco del Comune di Bresso (MI), che racconta in modo asciutto e coinvolgente la lunga vicenda umana e giudiziaria di chi ha continuato ininterrottamente negli ultimi quarant'anni a cercare una verità condivisa per i tragici fatti del 12 dicembre 1969.
Zinni presenta ormai da anni il volume in giro per l'Italia, soprattutto nelle scuole.
Così è stato la mattina del 19 dicembre nell'Auditorium del Liceo Scientifico Statale di Pinerolo.
Piazza Fontana, Nessuno è Stato non è in vendita, ma si può richiedere al seguente indirizzo: info@piazzafontana.it. Per ulteriori informazioni si può consultare il sito http://www.piazzafontana.it/.
Di seguito alcune foto scattate da Anna Lami durante la presentazione al circolo ARCI Strananore di Sabato 19 Dicembre. Oltre a me e a Zinni si vedono Franco Milanesi, moderatore dell'incontro, e il gruppo dell'Anonima Coristi, impegnati in un repertorio corale di canti anarchici e di protesta in memoria di Piazza Fontana e dell'uccisione di Giuseppe Pinelli.